Sigonella. Nuovo comandante, nuove responsabilità

Aldo Premoli. Sigonella per il territorio siciliano rappresenta una fonte di impiego
straordinaria nel campo della Pubblica Amministrazione. A cui va
aggiunto l’indotto che crea la presenza del personale americano ospite
della base.
Da poco più di un mese la Base è passata sotto il comando del
Colonello Pilota Francesco Frare. Sardo, 49 anni, 30 trascorsi
nell’AM, Frare vanta una importante esperienza per missioni svolte
con bombardieri leggeri AMX in Bosnia, Kossovo, Afghanistan e Libia.
Ha lasciato il precedente incarico che lo vedeva alla guida del 2°
stormo presso l’aeroporto Militare di Udine-Rivolto, per assumere
tutte le responsabilità militari e civili che questo incarico comporta.
Le responsabilità militari. Si fa spesso confusione sulla reale natura
di Sigonella che non è una base Nato, ma una base italiana che ospita
gli alleati Usa. Sigonella è una delle de basi italiane dell’Aeronautica
militare italiana. Sempre in Sicilia a Trapani ne esiste una seconda in
parte anche civile che ospita i caccia intercettori Eurofighter. Sigonella
è invece completamente militare, dove due sono gli Enti principali
dell’Aeronautica Militare: il 41° Stormo Antisom e il Comando
Aeroporto, ambedue comandati da Frare. Il primo, che gerarchicamente
dipendente dall’Ufficio dell’Ispettore dell’Aviazione per la Marina, è
dotato di velivoli “P-72A” con i quali garantisce il contrastato alla
minaccia subacquea e navale e fornisce il servizio di ricerca e soccorso
(SAR) in mare a lungo raggio. Inoltre, assicura il controllo del traffico
mercantile nell’ambito delle operazioni contro il terrorismo internazionale
ed il supporto alle attività di controllo dei flussi d’immigrazione
clandestina dai quadranti meridionali del Mediterraneo.
Dal settembre 2015 supporta le missioni di Eunavformed per quel che
riguarda l’inserimento aereo attualmente di velivoli spagnoli
portoghesi e lussemburghesi ma con un’alternanza prevista per le
forze armate di tutte le altre nazioni europee che partecipano a turno

alle operazioni. Dal 2013 un servizio di supporto similare è offerto
anche a Frontex.
Dalle piste di Sigonella si staccano e rientrano anche i “droni”
Predator da ricognizione che il personale della base gestisce al
decollo, all’atterraggio, e per la manutenzione, non altrettanto per le
missioni assegnate direttamente dall’alto comando con base a Roma. E
altrettanto accade per gli MQ-4 Global Hawk da ricognizione e gli
MQ-9 Reaper statunitensi. Sigonella per la US Navy statunitensi
risulta essere inoltre di grande importanza geografica perché si
colloca a metà strada tra il continente americano e il Medio oriente.
Le responsabilità civili. Il controllo aereo esercitato da Sigonella
comprende la presa in carico di tutti i velivoli in partenza o in
avvicinamento oltre che dalle piste della base stessa, anche
dall’aeroporto Fontana Rossa di Catania e di Comiso. Un traffico che
nel 2017 si valuta di 100.000 velivoli con un incremento del 10%
rispetto all’anno precedente. Per questo Sigonella risulta essere il
terzo polo italiano in ordine di importanza, dopo Roma e Milano.
Sigonella non è una base Nato ma lo diventerà. Tra i compiti del
Colonello Pilota Frare c’è anche quello di supportare l’arrivo degli MQ-
4 in dotazione alla NATO Ags (Alliance Ground Surveillance) che ha
deciso di fare di Sigonella una nuova importante base di lavoro. Un
acquartieramento è già presente allo stato attuale, ma il personale
dedicato pare debba divenire di 500 effettivi. Un nuovo progetto in
rapida via di sviluppo di cui parleremo prossimamente.