La nave Diciotti e il Caos che ci governa

Aldo Premoli. Fa ormai parte della nostra quotidianità. Ma già nel 492 a.C. per il greco Anassagora il Caos identificava “la mescolanza di tutte le cose, precedendo l’opera discriminatrice dell’intelletto”. Dal Caos nacque Erebo, abisso senza fondo di tenebre; e poi Notte, anche essa buia e misteriosa; e ancora le Moire, tristi ministre del Destino che tessono i filo di ogni individuo inevitabilmente alla fine reciso.

Uscirà almeno oggi dalle spire di Caos la vicenda della Diciotti, la nave della Guardia Costiera che tutti abbiamo visto decine di volte ancorata al molo di ponente della nostra città?

Riusciranno a sbarcare sul molo di ponente i 177 disperati che provenienti da qualche luogo situato lungo la schifosissima costa libica?

Una faccenda confusissima.

Mentre l’attuale Ministro degli esteri si prodigava in Europa per trovare aiuto e sistemazioni per i naufraghi presi a bordo, il Ministro degli interni e l’attuale Ministro delle infrastrutture le hanno negato per 5 giorni ogni approdo, costringendo in rada davanti a Lampedusa i nostri marinai, la nostra italianissima nave della Guardia costiera da anni sotto pressione per quel che sta accadendo davanti alle coste siciliane!

Innanzi al Caos che ci avvolge viene naturale domandarsi come sia stato possibile: la Guardia costiera è o non è un corpo della Marina militare italiana? Assolutamente sì anche se inquadrato organizzativamente nell’ambito del Ministero delle Infrastrutture: ma il Ministro della difesa tace.

Esattamente come ha fatto il Premier dell’attuale Governo Giuseppe Conte (… si chiama così vero?)

Non ha taciuto invece il primo luogotenente Antonello Ciavarelli, delegato Cocer della Guardia Costiera italiana in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera il 18 agosto.

“É incomprensibile. Anche imbarazzante. La nave Diciotti è una nave militare dello Stato italiano e le viene impedito di ormeggiare in un porto italiano! Noi militari ovviamente obbediamo al governo, però ci aspettiamo anche una politica più risoluta nel dare disposizioni!”

Che dicono dalla nave, in questi giorni di attesa? “Che non sono impegnati in una crociera di piacere! Per meno di 3 euro l’ora, l’equipaggio provvede alle esigenze sanitarie, al vitto e all’assistenza di 177 persone, come se fosse tutto normale.”

Qual è la sua conclusione? “Chi ha bisogno di aiuto in mare non può aspettare! Perciò l’auspicio è che la politica italiana e quella internazionale decidano in fretta su come affrontare i flussi migratori. Senza lasciare il cerino acceso in mano ai guardacoste italiani.”.

Finalmente nel tardo pomeriggio di ieri Danilo Toninelli (M5S) ha annunciato : “La nave Diciotti attraccherà a Catania”.

Il Caos non vola più basso sulle acque antistanti la costa siciliana? Nemmeno per sogno.

Dall’annuncio di Toninneli non passa mezz’ora, ed ecco che Matteo Salvini (Lega) spiega che fino a quando non ci sarà la certezza di una risposta positiva dell’Europa alle sue richieste (sue, dell’intero Governo, del Premier Conte finalmente tornato ad occuparsi della vicenda o del Ministro degli esteri Enzo Maovero Milanesi?) non verrà data “alcuna autorizzazione allo sbarco”.

La sensazione è che non solo la rotta della nave Diciotti, non solo le attività del porto di Catania, ma il nostro intero Paese siano in preda del Caos.

Prima Toninelli e Salvini bloccano l’azione della Guardia Costiera trattando una nave della Marina Militare italiana al pari di una nave delle Ong!

Mentre Maovero Milanesi e forse Trenta – che hanno già in passato mostrato di non condividere molte delle esternazioni rodomontane di Salvini – lavorano sottotraccia con la UE. E mentre Conte si barcamena tra le posizioni silenti o roboanti dei ministri del suo Gabinetto che si muovono in ordine sparso.

Arriveremo oggi – nonostante tutto – a un lieto fine?

Lo speriamo di cuore per i 177 naufraghi per il valoroso equipaggio della Diciotti.

Ma non scherziamo: non ci può essere lieto fine per un Paese governato dal Caos “la mescolanza di tutte le cose che precede l’opera discriminatrice dell’intelletto”.

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