Niente di nuovo sul molo di Levante

Aldo Premoli.

Questa è la cronaca di una giornata catanese – mercoledì 21 agosto 2018 – in cui apparentemente non è successo nulla. Mentre il mondo sta a guardare quello che non è avvenuto sul Molo di Levante.

I Precedenti.

La nave Ubaldo Diciotti della Guardia Costiera italiana era entrata nel porto di Catania alle 23.30 del giorno precedente con 177 tra uomini donne e bambini a bordo.

Ha attraccato sul Molo di Levante, ma causa interdizione del Ministero degli interni nessuno è sbarcato: secondo Matteo Salvini si tratta infatti solo di “scalo tecnico”.

Questo mentre laProcura di Agrigento, che ha interrogato 13 migranti sbarcati giorni fa a Lampedusa per gravi motivi di salute, rende noto di aver accertato il comportamento di una nave de La Valletta che avrebbe scortato 190 migranti protagonisti di questa surreale vicenda dalla zona Sar, di competenza maltese, a quella italiana: abbandonandolo dopo 24 ore circa in alto mare.

Mercoledì 21: Ore 7.30. SudPress pubblica “La nave Diciotti e il Caos che ci governa”, dove viene fatto il punto su quanto accaduto nei giorni precedenti.

Ore 8.00: Sul molo di Levante, la Rete Antirazzista di Catania e altre associazioni iniziano a manifestare contro la scelta del ministro Salvini di non procedere con le operazioni di sbarco. Le misure di sicurezza previste rendono impossibile avvicinarsi all’imbarcazione

Ore 8.10: Maurizio Caserta di Mediterraneo Sicilia Europa lancia questo messaggio su Facebook. “Va bene restringere le maglie della politica migratoria; va bene dare segnali all’Unione Europea perché si assuma qualche responsabilità; ma non va bene usare la vita di donne, uomini e bambini, benché di pelle diversa dalla nostra, per segnare un punto nel confronto politico tutto autoreferenziale. Se qualcuno tenesse in ostaggio una vita umana, figuriamoci 177, sia pure per finalità benefiche, lo definiremmo un criminale.”

Ore 9.15: Secondo “Save the Children” a bordo della Diciotti ci sarebbero diversi minorenni e 28 di questi non accompagnati.

Ore 10.00: Salvini, intervistato alla trasmissione televisiva Agorà, lasciare intendere che la soluzione è vicina e che darà il via libera allo sbarco dopo l’ok dell’Europa al piano di ripartizione richiesto dal Ministro degli Esteri Moavero Milanesi.

Ore 10.15: Maurizio Caserta rilascia a Rai Regione la prima intervista chiarificatrice su quanto sta avvenendo al porto.

Ore 11.00: Brillano per la loro assenza le organizzazioni cattoliche da sempre in polemica con le prese di posizioni roboanti del Ministro degli Interni.
0re 12.00. Il Fatto Quotidiano pubblica un inserto visivo sulle proteste in corso contro la linea decisa da Salvini.

Ore 15.30: Maurizio Caserta posta sul Facebook di Mediterraneo Sicilia Europa “Ritornato al porto di Catania. Nessuna novità. I capricci di un uomo, evidentemente con problemi, cui è capitato di fare il ministro degli interni, mettono in pericolo la dignità e la vita di centinaia di persone. L’offesa infatti non è solo per i migranti ma anche per l’equipaggio della nave”.

Ore 16.12: Medici Senza Frontiere si rivolge con un tweet al governo italiano. “Le equipe di Medici Senza Frontiere sono in attesa di prestare i primi aiuti psicologici alle persone soccorse da nave Diciotti della Guardia Costiera italiana e lasciate per giorni in mare. Esortiamo le autorità italiane a concedere rapidamente lo sbarco in modo da poter prestare le cure”,

Ore 18.34:  La Procura di Catania apre un fascicolo sulla notizia,di ieri, dell’approdo della nave Diciotti nel molo di Levante. Lo hanno firmato il procuratore aggiunto Marisa Scavo e il sostituto Andrea Bonomo

Ore 19.00: Maurizio Caserta su FaceBook e durante un intervista rilasciata a LA7  “Di nuovo al porto di Catania. Triste aria di smobilitazione. Ma non certo perché lo sbarco è avvenuto. C’è da chiedersi dove sono il Prefetto, il Sindaco, l’Arcivescovo della città. Siedono ad un tavolo tecnico per elaborare la soluzione migliore? Oppure semplicemente aspettano che il Ministro dell’Interno trovi il modo e il momento buono per non perdere la faccia. O per rilanciare, se capisce che questo gli garantisce qualche impennata nei consensi. E poi c’è da chiedersi qual’è la logica della politica migratoria del governo? Quella politica dovrebbe irrigidirsi in momenti di intensificazione dei flussi e alleggerirsi nel momenti di allentamento. Sembra che stia accadendo il contrario. Che ne pensa il governo del Global Compact for Migration che le Nazioni Unite dovrebbero approvare a dicembre. L’ha letto? lo approva? Lo respinge? C’è un intenso dibattito globale. Cosa fa il governo italiano? Non riscrive le regole. Non usa il cervello. Usa i grugniti. Più sonori o meno sonori. Ecco la politica migratoria del governo italiano”

Ore 20.00: I telegiornali nazionali cominciano a trattare la vicenda come notizia di secondo piano.

Ore 20.37: Lo scrittore Roberto  Saviano, in lungo post su Facebook. “La nave Diciotti della Guardia Costiera italiana … non può ancora sbarcare i 177 esseri umani presenti a bordo per ordine del ministero degli Interni (o per lo meno di questo si vanta il Ministro della Mala Vita). La legge prevede che un soggetto possa rimanere nella disponibilità della polizia giudiziaria (tale è la guardia costiera) per un termine massimo di 48 ore. Trascorso questo tempo, senza la convalida di un giudice, siamo al cospetto di un sequestro di persona.È vero o no, quanto affermo, Procuratore della Repubblica di Catania, dottor Carmelo Zuccaro? lo chiedo a lei perché, almeno questa volta, è competente a procedere. Se questa situazione fosse effettivamente dovuta ad atti formali del Ministero degli Interni (mi permetto di suggerirle di approfondire con attenzione questa circostanza), si saprebbe già sin da ora chi è il mandante di questo sequestro di persona “di Stato”. Ma se nessuno procede, ci troveremo al cospetto di una grave omissione di atti di ufficio che, ledendo il principio di separazione tra i poteri dello Stato, mette l’Italia al di fuori della civiltà giuridica”.

Ore 24.00: Calma piatta. La nave con i 177 a bordo resta in ostaggio del duello ingaggiato da un Ministro della repubblica italiana come i partner europei.

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