Catania precipita? Giancarlo Leone non si rassegna. Nessuno dovrebbe

Catania precipita? Giancarlo Leone non si rassegna. Nessuno dovrebbe
Il turismo ha l’oro in bocca. La Sicilia e Catania in particolare, stanno vivendo un momento d’argento per il turismo.

Il mondo (ri)scopre una terra, la Sicilia, i cui abitanti in questi anni non hanno promosso e continuano a non promuovere.

E così ci si ritrova a vedere un numero elevato di stranieri che cercano di svincolarsi dai limiti che i siciliani continuano a mettere. A se stessi ed agli altri.

Sin dall’aeroporto è un turbinio di voci, di fogli, foglietti e bigliettini che indicano le destinazioni, gli autobus e raramente gli orari. Ma ammaliati da un vulcano, maestoso, sullo sfondo, i turisti riescono a capirci qualcosa ed entrano in città. Dai finestrini guardano e vedono di tutto, venditori di carciofi, macchine in tripla fila, sacchetti della spazzatura come ornamento della sede stradale, semafori inesistenti e vigili urbani al bar.

Ma ancora una volta essi, i turisti, illuminati dal Sole proseguono alternando l’incredulità all’ammirazione. E così, si immergono tra palazzi barocchi, chiese e strade colme di vita, tra un vociare di pesce fresco ed un profumo di pane. Ed anche in questi momenti di disorientamento olfattivo e percettivo la loro incredulità si trasforma in ammirazione quando scoprono l’accoglienza e la generosità di coloro da cui ricevono le dovute informazioni.

Anche questa volta è la natura (l’accoglienza insita nel karma siculo) a ridare speranza allo straniero.

E quindi essi, i turisti, possono inoltrarsi dentro le Chiese, dentro la Cattedrale, possono attraversare gli scavi archeologici e sedersi nelle gelaterie, gustando quel profumo di Storia di cui poche città al Mondo sono inebriate.

La vivono così, gli stranieri, questa terra straordinaria che nasconde loro tante altre ricchezze, come ad esempio il mare, che i catanesi continuano a negare a se stessi ed agli altri.

La vivono così, gli stranieri, questa terra che cerca di emergere ancora e di più di quanto non lo fece nel passato. Questa terra che ha “accolto” tante dominazioni ricevendo in cambio bellezza e saper fare.

Diventando nei secoli una terra d’oro, oggi declassata, dai suoi abitanti, ad argento.

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