“STRAGE GENERAZIONALE”: Nello Musumeci ha definito così l’attuale emergenza minori. Ma qualcuno reagisce.

Aldo Premoli. La Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza viene celebrata ogni anno il 20 novembre: in Sicilia condizioni drammatiche per i nostri giovanissimi, a Catania anche peggio…

La data fa riferimento alla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanziavenne approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unitea New York, proprio il 20 novembre 1989. 

La Convenzione è uno strumento giuridico composto da 54 articoli, ad oggi vi hanno aderito 194 Stati.

Ma se qualcuno pensa che si tratti di una benemerita iniziativa destinata ad attirare l’attenzione sulle condizioni di vita di qualche ragazzino sfortunato che vive a qualche decina di migliaia di chilometri dal nostro Paese sbaglia di grosso.

Perché l’emergenza minori è fortissima anche qui, proprio in Sicilia e proprio a Catania.

Sono oltre 300mila in Sicilia i giovani che hanno abbandonato prestissimo il percorso di istruzione scolastica senza intraprendere nessun tipo di  formazione professionale alternativa: mancano i servizi a supporto delle famiglie e in alcuni casi nullo l’apporto degli enti locali per quanto riguarda mense, trasporti, sussidi didattici, asili nido.

In Sicilia il 24% dei ragazzi interrompe gli studi alla licenza media inferiore, a fronte di una media nazionale del 14,7%.

Un 15enne su 3 non raggiunge le competenze minime in matematica e in lettura. Più di 1 ragazzino su 2 tra i 6 e i 17 anni non legge nemmeno un libro all’anno. Un bambino su 5 non dispone di spazi adeguati per fare i compiti a casa, non può permettersi di praticare sport e tanto meno frequentare corsi extra scolastici.

A proposito di questa emergenza il Governatore della Sicilia Nello Musumeci ha di recente coniato l’espressione “strage generazionale”.

La scuola dovrebbe essere il principale strumento di inclusione, ma le cose non stanno andando in questa direzione.

“Non tutti a Mensa 2018”,  il rapporto presentato nel settembre scorso da Save the Children, prende in considerazione la situazione delle mense scolastiche in un campione di 45 Comuni italiani sopra i 100.000 abitanti.

I dati resi noti sono sconfortanti.

Oltre l’81% dei bambini siciliani non ha una mensa scolastica. Solo il 6% dei bambini nelle scuole primarie catanesi ha accesso al servizio, ma fanno peggio Palermo con il 2,60% e Siracusa con lo 0,88%. A Roma accedono alle mense scolastiche il 96% dei ragazzini, a Milano il 99%, a Bolzano 100%.

E’ ancora Save the Children nell’Atlante dell’Infanzia a Rischio 2018, a puntare i riflettori sulla deriva in atto.

“La crisi ci costringe a riconsiderare problemi che credevamo ormai alle nostre spalle, come la povertà alimentare, davanti alla quale, ancora adesso, molti restano stupiti e increduli, perché davvero non sembra possibile che un bambino possa soffrire di un grave deficit alimentare non a chilometri di distanza ma qui, in Italia, sotto i nostri occhi. Eppure, il 14,2% delle famiglie con minori non può permettersi un pasto completo almeno ogni due giorni e il 18,9% non riesce a riscaldare adeguatamente la casa. Anche per questo è così importante la battaglia che stiamo conducendo per garantire gratuitamente l’accesso alle mense scolastiche a tutti i bambini in povertà”

In un panorama come questo acquista sempre più rilievo il ruolo svolto dalle associazioni di volontari – inspiegabilmente poco considerati dai media locali.
Si tratta di organizzazioni di grandezza diversa: alcune laiche altre confessionali, alcune vere e proprie imprese internazionalizzate, altre piccolissime ma non per questo meno attive.

Vale la pena di fare qualche esempio di quel che accade a Catania, anche se il quadro che tracciamo è ben lungi dall’esaurire tutto quello che si muove in città e sull’intera isola.

L’Ispettoria Salesiana Sicula che ha  sede in via Don Bosco 71, interviene a favore di 5000 minori ogni anno non solo con il sostegno scolastico ma con attività che provano a sviluppare competenze sociali, relazionali, sportive, artistico-ricreative, scientifico-tecnologiche.
Recentissimo l‘avvio di una partnership avviato insieme a Fondazione con il Sud.

La nostra consorella SudPress si è di recente occupata di questo progetto all’interno del quale sono stati attivati persino corsi dedicati all’uso corretto del denaro: sono  finalizzati a contrastare i fenomeni dell’usura, del racket e del gioco d’azzardo.

Più à-la-carteè il menù di interventi proposti dall’Associazione Cappuccini che prende il nome dalla omonima zona di San Cristoforo.

Alcuni volontari che ne fanno parte provengono dalle file di Comunione e Liberazione, altri sono solo spinti ad adoperarsi da quello che vedono. Lo fanno mettendo a disposizione profili professionali disparati: insegnanti o psicologi, avvocati, commercialisti o ortodontisti.

“Entrare in una casa dove c’è bisogno di tutto, dove i più piccoli non sanno cosa voglia dire pranzare seduti a una tavola, dove spesso non vengono accompagnati a scuola il mattino, dove son evidenti disagi psicologici fortissimi non puoi fermarti al doposcuola” racconta Graziella Biondi tra le fondatrici della Onlus. “Con il Banco Alimentare della Sicilia abbiamo qualche tempo fa  stabilito un rapporto di collaborazione che ci permette di  distribuire tra le famiglie bisognose della zona 120 borse della spesa al mese”.

Che c’entra la distribuzione di alimentari con l’abbandono scolastico? Lo spiega bene Biondi: “Un numero crescente di ragazzini rientra infatti nelle categorie DSA (disturbi specifici di apprendimento) o BES (bisogni educativi speciali),  spesso riconducibili a disordini alimentari. Nella scuola pubblica gli insegnanti di sostegno sono ormai un esercito e non bastano mai…”

Anche dal Banco Alimentare della Sicilia arrivano dati preoccupanti: ogni anno fornisce sostegno a oltre 42.000 bambini di età compresa tra 0 e 15 anni attraverso Associazioni come quella catanese o la siracusana Chiesa di Bosco Minniti per citarne solo qualcuna.

Sul fronte del supporto ai minori operano anche molte associazioni laiche.

Save the Children èuna straordinaria organizzazione internazionale con sede centrale a Londra che opera in 125 paesi; in Sicilia opera con tre Punti Luce, uno a Catania e due a Palermo, oltre a Civico Zero,  un’unità recentemente inaugurata di recente a Catania che si occupa di minori stranieri non accompagnati.

Mediterraneo Sicilia Europa,(di cui chi scrive è tra i fondatori) è invece una Onlus neonata a Catania.

Nel 2016 i suoi tre soci hanno provato a reagire all’emergenza migranti che ha investito la città in maniera clamorosa a partire dal 2013. Ma ha presto dovuto fare i conti con una realtà che proprio a proposito di minori presenta bisogni a 360 gradi: ha cominciato ad occuparsi di minori migranti o siciliani senza distinzione. Per farlo ha collaborato con istituzioni pubbliche o private, confessionali o laiche, senza alcun aiuto finanziario pubblico avvalendosi delle sue capacità di fundraising.

Per tutti, associazioni laiche o religiose, internazionali o locali l’allarme sociale è altissimo. Secondo Letizia Scandurra responsabile dei progetti dell’Ispettoria Salesiana: “l’abbandono scolastico, la polverizzazione del nucleo famigliare, l’impossibilità di un inserimento lavorativo regolare: è questo il terreno di cultura perfetto per alimentare il dominio incontrastato della criminalità organizzata nei quartieri”.

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