Il 28 dicembre è la giornata in memoria della Strage degli Innocenti di Erode: che continua…

Emma Averna. Alla nascita di un bambino il mondo non è mai pronto. Neanche a Natale”, denuncia amaramente la poetessa polacca premio Nobel Wislawa Szymborska.

Il piccolo Sam e sua madre – divenuto per molti il simbolo di questo Natale appena trascorso – sono stati trasferiti all’ospedale di Malta dopo che un elicottero de La Valletta li ha issati a bordo dalla piattaforma della nave Proactiva Open Arms

Due medici a bordo di Open Arms hanno lanciato l’allarme, quando si sono resi conto che il piccolo aveva una temperatura corporea inferiore ai 34 gradi e necessitava di un ricovero immediato in una struttura pediatrica.

Ad Open Arms, però, dopo l’intervento dell’elicottero, La Valletta ha intimato di allontanarsi dalle proprie acque.

Il nostro Ministro degli Interni (Lega) ha chiuso i porti e quello delle Infrastrutture (M5S) si è girato dall’altra parte: in un rituale ormai consolidato. Malta ha negato ulteriormente di intervenire: nemmeno acqua e cibo per 305 superstiti a bordo.

E’ stata  alla fine Madrid a concedere il porto di approdo di Algeciras, in Spagna.

Un gioco vergognoso quella dei leader europei,  e sempre più intollerabile specie dopo il nuovo rapporto della missione Onu a Tripoli.

“Migranti e rifugiati vengono sottoposti a “orrori inimmaginabili dal momento in cui entrano in Libia, durante la loro permanenza nel paese e – se de la fanno ad arrivare sin a questo punto – durante i loro successivi tentativi di attraversare il Mediterraneo”

Per le Nazioni Unite «la Libia non può essere considerata un luogo sicuro», e coloro che riescono a tentare la fuga via mare «vengono sempre più spesso intercettati o soccorsi dalla Guardia costiera libica che li riconduce in Libia», dove ritornano nell’inferno da dove sono appena sfuggiti.

Nelle sue raccomandazioni finali l’Onu invita agli Stati membri dell’Unione Europea a «riconsiderare i costi umani delle loro politiche per arginare la migrazione».

«I bambini, prima passateci i bambini», urlavano i soccorritori arrivati a ridosso del gommone mezzo affondato. Il terzo salvataggio del venerdì prima di Natale. La terza strage scongiurata.

Ma non ci avevano detto che ormai la situazione in Libia si era stabilizzata? Che gli scafisti erano stati sconfitti? Che la Guardia costiera libica, finanziata, allenata eed equipaggiata dai nostri Ministri (prima Pd e poi Lega) avevano la situazione sotto controllo? Ma il Premier del governo giallo-verde non ha appena ricevuto a Roma con gande successo tanto il leader riconosciuto dall’Onu Al Serraj che quello della Cirenaica con tanto di foto rituali tutti-sorridenti-tutti incravattati?

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In mare aperto però venerdì scorso i volontari  di Open Arms gridavano in tutte le lingue per infrangere il rumore delle ondate e il fischio di un vento selvaggio: «Kids, baby, bebè, enfant, dateci i bambini”…

Dopo i primi piccoli trasbordati di fretta sulla lancia veloce dell’Ong spagnola, dal gommone dove erano stipati naufraghi gli uomini, hanno fatto largo a una donna. Si è sporta stringendo forte una coperta arrotolata.

Dentro, fradicio, sporco, completamente nudo c’era Sem, nato meno di quarantott’ore prima su una spiaggia libica. Sporco di sangue rappreso appiccicato sulla testa e sulla schiena. La madre, lo aveva dato alla luce più in fretta possibile per evitare di venire riportata indietro nella prigione dei trafficanti.

 

Quella operata nell’area di ricerca e soccorso davanti alle coste libiche era la “missione di Natale” della Ong spagnola, ma nessuno si sarebbe aspettato di fotografare a bordo il presepe vivente dei naufraghi. Insieme ai tedeschi di Sea Watch, l’Ong spagnola è tornata in mare nonostante i boicottaggi dei governi UE.

Della Libia si sa sempre meno. Qualche attentato kamikaze lì, qualche sparatoria tra bande rivali là, ma il petrolio estratto dall’Eni continua a fluire verso la costa di Gela e di migranti ne arrivano sempre di meno. Di eventuali stragi in mare meglionon dare notizia, Se non si conoscono vuol dire che non ci sono: tutto a posto.

Al contrario, solo tra venerdì e sabato, di traversate ve ne sono state almeno sette: per 4 sono riuscite a intervenire le navi umanitarie, altre 3 sarebbero state intercettate dai libici. Mentre Open Arms oggi finalmente dovrebbe raggiungere la Spagna. arriva la notizia che Sea Watch ha recuperato altri 33 naufraghi tra loro 6 bambini e 4 donne: dove farli sbarcare? Malta e Salvini hanno già detto no. Si attendono risposte dalla UE.

Buone feste a tutti!

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